
“L'attualità del pensiero pedagogico di Janusz Korczak”
CONVEGNO DI STUDI IN PRESENZA
La narrazione pedagogica di Janusz Korczak
Urbino 12 Novembre 2025
Università degli studi Carlo Bo, Dipartimento di studi umanistici, Aula Blu di Palazzo Battiferri - Via Aurelio Saffi, 42
Per riformare il mondo bisogna riformare l'educazione dei bambini.
Un buon educatore, colui che non costringe ma libera, non trascina ma innalza, non comprime ma forma, non impone ma insegna, non esige ma domanda, passerà insieme ai bambini molti momenti esaltanti.
Janusz Korczak
Janusz Korczak "uno dei più grandi educatori di tutti i tempi": così lo definisce Bruno Bettelheim nella prefazione del testo fondamentale di Korczak "Come amare il bambino". Egli infatti scrive: "…Quando genitori e educatori faranno proprie le idee di Korczak, i bambini ne trarranno grandi benefici. È il profondo rispetto -più che l'amore assoluto- per il bambino manifestato da Korczak che fa di lui uno dei più grandi educatori di tutti i tempi".
Janusz Korczak nacque nel 1878 a Varsavia, in una famiglia ebrea agiata, liberale e legata alla cultura e alle tradizioni polacche. Personalità poliedrica e cosmopolita, è stato un attento conoscitore dell'animo umano, specialmente infantile. Medico, pediatra, pedagogista moderno e innovativo, filosofo, scrittore, giornalista, ebreo ma, soprattutto, uomo, poeta, educatore ed ispiratore della Dichiarazione Universale dei Diritti del Fanciullo proclamata dall'Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 20 novembre 1959.
Consacrò ai bambini l'intera esistenza. Per loro, per i loro diritti e per il rispetto della loro integrità ed unicità, si batté con tutte le forze e tutti i mezzi, fino all'ultimo istante della sua vita. Credendo fermamente nelle potenzialità della natura umana lavorò senza risparmiarsi per realizzare il sogno che lo aveva sempre accompagnato: il sogno di un mondo più vero, più a misura d'uomo, più giusto. Egli dedicò tutta la sua vita all'educazione dei bambini, dei ragazzi e come medico e pediatra, ritenne che più della medicina, fosse di primaria importanza l'esercizio dell'educazione, della pedagogia, in quanto queste aiutano a vivere più serenamente: "Il riso magico – scrisse- guarisce sicuramente più che il più costoso dei medicamenti ed educa meglio del più sapiente dei maestri".
Una intuizione straordinaria confermata dalle recenti ricerche sulla warm cognition e sul ruolo delle emozioni nell'apprendimento. La "didattica del sorriso" sottolinea infatti come l'apprendimento e le emozioni siano legate tra loro. Il sorriso è un'espressione emotiva molto potente che permette di comunicare alleanza, comprensione immediata e incoraggiamento. Con un sorriso possiamo far capire ai bambini che noi ci siamo, siamo lì con loro per aiutarli e non per criticarli o ferirli.
L'amore ed il rispetto per il bambino sono stati i cardini fondamentali del suo pensiero. Il bambino, egli disse, ha il Diritto di essere preso sul serio, di essere amato e rispettato. Rispetto che gli si deve ora, in quanto individuo soggetto di diritto, non domani quando diventerà adulto perché ogni momento della vita è importante e non c'è differenza tra noi e il bambino.
Fu un grande educatore; la sua pedagogia non è concepita in modo statico, definitiva e inappellabile, ma è un processo in evoluzione, un continuo ricercare e ad interrogarsi; è basata sul rispetto e l'amore per il bambino quale essere umano che è parte della società.
Il suo pensiero ed il suo metodo pedagogico sono originali e testimoniano dei valori della pace e del perseguimento di una società migliore attraverso una nuova educazione dei bambiniimprontata alla responsabilità evitando le divisioni tra adulti e bambini.
L'obiettivo di Korczak verso il bambino è di armarlo di autoconoscenza perché comprenda il valore dell'impegno e dell'autocontrollo perché possa instaurare rapporti amichevoli e di collaborazione e di autodecisione, per liberarlo e per renderlo responsabile delle sue scelte.
Il fine è quello di portare la pace nel mondo formando uomini migliori perché, per fare in modo che avvenga un cambiamento nella società, è necessario trasformare tutta l'umanità.
Se pensiamo a quello che oggi sta accadendo nel nostro mondo, i conflitti in atto che hanno scatenato distruzione, morte e odio fra i popoli il tema della pace che stava tanto a cuore a Korczak è più che mai attuale. Se il concetto dell'educazione è quello di una crescita dell'umanità e dell'uomo, tale crescita può avvenire pienamente solo nella pace.
Il compito dell'educazione e quello di promuovere una cultura di pace come ci ha insegnato Korczak
Nella sua opera educativa egli ha messo in atto un'educazione improntata all'amore ed al rispetto per il bambino.
* Amare: è fiducia nello sviluppo della natura umana, nel naturale desiderio dei bambini di migliorarsi. Significa che l'educatore deve tornare bambino, perché gli si richiede vicinanza di sentimenti. Significa stare vicino ai bambini anche in senso fisico e Korczak volle star loro vicino anche nel momento supremo della morte.
* Rispetto: è importante dare al bambino la libertà di decidere cosa vuole essere.
Rispettare i bambini ed i loro diritti significa per un educatore estrapolare con acuta sensibilità ciò che ci si può aspettare da loro e cioè non troppo né troppo poco.
Compito dell'educazione
Korczak ritiene che il compito dell'educazione non sia quello di trasformare il bambino in ciò che vorremmo egli fosse ma di comprenderlo, aiutandolo a crescere dandogli fiducia nel suo processo di autoeducazione.
L'autoeducazione deve comprendere innanzitutto l'educatore il quale deve essere capace di fare autocritica, auto-osservazione, valutazione del proprio comportamento e di modificarlo in relazione alle varie situazioni.
L'educatore, secondo Korczak, dovrebbe possedere comprensione, senso dell'umorismo e le capacità tipiche dei bambini come la creatività, la fantasia, la capacità di giocare ed avere, inoltre, l'abilità di passare da un ruolo all'altro.
Meta dell'educazione è di accrescere le capacità e le inclinazioni del bambino secondo ciò che può essere e non secondo ciò che idealmente vorremmo egli fosse.
Molte delle idee del grande pedagogista trovano conferma nelle ricerche portate avanti nell'ambito delle neuroscienze. La sinergia tra neuroscienze e pedagogia sta infatti rivoluzionando il concetto stesso di educazione, integrando scoperte scientifiche sul funzionamento del cervello con approcci didattici innovativi supportati da evidenze scientifiche dove colui che apprende non è più visto come persona a cui viene donata conoscenza, ma come individuo che, nella sua individualità e specificità, richiede comprensione e integrazione affettiva e relazionale.
Educare deriva dal Latino "Ex-Ducere" che significa "Condurre Fuori" (e non "mettere dentro").
Chi educa aiuta l'Altro ad accedere alla sua interiorità, a riconoscere sia le potenzialità che i condizionamenti limitanti acquisiti durante la propria storia, al fine di superare le difficoltà in modo autonomo, maturare un approccio costruttivo all'Esistenza, favorire l'emersione dei talenti creativi individuali e promuovere l'autodeterminazione e la capacità di convivere con gli altri in modo armonico.
Una Pedagogia Attiva dunque che si basa sul principio che il Soggetto dell'Educazione è il Protagonista attivo del Proprio percorso di Vita e di Apprendimento e non un individuo passivo tenuto solo a ricevere indicazioni dagli adulti e rispettare modalità imposte dall'alto. "Il bambino non è un vaso da riempire ma una sorgente da lasciar sgorgare" M. Montessori
Il Bambino va rispettato nei suoi tempi e nella sua dimensione infantile e non costretto o condizionato a crescere in fretta per compiacere gli Adulti.
Una Pedagogia della Lentezza dove più che di "perdere tempo", si potrebbe parlare di "trovare tempo" per giocare, camminare, scoprire l'ambiente, in una dimensione di lentezza che permette di assaporare e assimilare le cose in modo spontaneo, sulla stessa lunghezza d'onda del ritmo fisiologico del bambino.
Dedicare tempo ad ascoltare e a parlare, tutti insieme e nel rispetto di tutti. L'ascolto è la base per costruire relazioni sane in cui l'empatia è la premessa necessaria per stare insieme.
L'organizzazione educativa
Korczak, attuò e sperimentò i suoi principi educativi soprattutto nella "Casa degli Orfani", l'orfanotrofio ebraico di Varsavia di cui fu ideatore, direttore ed educatore.
Egli eliminò la divisione fra adulti e bambini e l'educazione divenne un'interazione tra persone che crescono insieme in un rapporto personale, umano, in un'atmosfera calda e comprensiva basata sulla solidarietà. I bambini venivano educati alla "scuola della vita" dove erano stimolati a fare esperienze, aguardare, a domandare, a rispondere a domande, e ad essere protagonisti.
L'originalità dell'organizzazione della sua "Casa" lo pone come il precursore di idee pedagogiche educative che ancora oggi faticano ad essere praticate.
Egli ideò un programma di studi in cui ogni bambino era libero di gestire il proprio studio quotidiano e di approfondire ciò che più gli interessava, lettura, matematica, attività manuali, o musica.
Non c'erano voti, ma soltanto dei punti segnati con colori diversi per ogni materia che venivano sommati come il punteggio di un gioco.
Questo metodo educativo divertiva i bambini e li stimolava all'emulazione e Korczak, che aveva ottenuto il permesso dall'autorità scolastica di poter uscire dai programmi tradizionali, ottenne il risultato che i bambini della sua scuola, al termine degli studi, avevano imparato di più e più piacevolmente rispetto ai bambini che frequentavano le scuole pubbliche.
"I nostri scolari non sono seduti fra fogli morti, perché possono guardare, chiedere e parlare. Hanno dialogato prima con una, poi con tre persone, poi con una grande famiglia, poi con un grande uditorio – oggi possono già parlare con una cittadina intera (...)".
Korczak contrapponeva la sua scuola, "la scuola della vita", la scuola al servizio di tutta l'umanità, a quella dogmatica, tradizionale, che definiva "la scuola della morte" in cui si insegna a credere e a fidarsi di ciò che ci dicono o che si trova scritto nei libri. "I libri della scuola della morte non ammettono che non sappiamo qualcosa, che cerchiamo di conoscere cosa sapremo" (...) "La scuola ha la capacità di far nascere la paura di poter svelare di non sapere"
Il tema della valutazione è argomento molto dibattuto: valutare chi, che cosa, in che modo, i voti, i giudizi …
"Svalutare un alunno non consente apprendimento significativo" sostiene la prof.ssa Lucangeli docente di psicologia dell'apprendimento presso l'Università di Padova, ma porta all'esclusione degli studenti e all'inibizione del loro potenziale".
La valutazione, intesa invece come supporto e incoraggiamento, genera gioia, comprensione e inclusione, favorisce la "fioritura" delle capacità individuali. Per questo è necessario creare un ambiente di apprendimento basato sulla valorizzazione delle differenze individuali e sul supporto emotivo. L'insegnante visto come "il personal educator" una figura che guida gli studenti a sviluppare resilienza e a superare gli ostacoli, favorendo un apprendimento autentico e inclusivo.
La creatività
Korczak, l'educatore poeta seppe esprimere mirabilmente la propria creatività in molteplici opere per bambini e adulti, è riuscito a cogliere l'essenza dell'educazione nell'amore e nel rispetto del bambino.
LA CREATIVITÀ È L'INTELLIGENZA CHE SI DIVERTE affermava A. Einstein riguardo a questo meraviglioso concetto e lo vediamo soprattutto nei bambini.
Proviamo a dare ad un bambino un foglio di carta e dei colori, può trasformarli in mille cose, fare una pallina per giocare a calcio, disegnare ciò che prova, quello che vede, lo può tagliare, fare gli occhi e farlo diventare una maschera…..
La creatività riempie le nostre giornate: la musica che ascoltiamo, i giochi che i bambini fanno, le ricette per cucinare, i vestiti che indossiamo qualcuno li ha immaginati e poi creati, i libri che leggiamo, i film….
É grazie alla creatività dei bambini e delle persone che nascono cose nuove, nuove scoperte, il mondo è pieno di nuove cose e possiamo parlare di progresso!
Oggi sembra che i bambini non siano più così creativi, preferiscono passare il loro tempo usando il telefonino, o davanti alla televisione piuttosto che inventare, pensare e creare qualcosa con il quale divertirsi. Ma spetta a noi adulti, educatori e genitori il compito di stimolare la loro creatività, farla crescere per fare in modo che, anche in futuro, ci possano essere cose belle, nuove.
Diamo allora spazio alla loro fantasia, lasciamoli liberi di esprimersi, lasciamoli creare il loro mondo!
Prendiamo esempio da Korczak il quale concepisce il bambino come un momento prezioso del tempo che deve essere coltivato perché possa sbocciare nella pienezza del suo essere. Egli ha colto il bambino nella sua totalità dinamica e spirituale ed ha messo in atto un'opera educativa integrale ed integrata in cui i bambini venivano protetti e stimolati a chiedere, a scrivere, a disegnare, a dipingere, a suonare, a recitare... e le cui potenzialità potevano esplicarsi in spazi di luce, di sole, di verde, di musica e di poesia.
L'ambiente naturale, la campagna, il bosco erano da lui considerati vitali perché, diceva, per crescere il bambino ha bisogno di sole, aria, amore e rispetto.
Tra le molte esperienze che testimoniano l'attualità della pedagogia di Korczak se ne riportano alcune:
Le scuole senza zaino, il cui modello poggia su un approccio globale al curricolo e su tre valori fondamentali: responsabilità, ospitalità e comunità. I docenti assumono il ruolo di facilitatori, guidando gli studenti attraverso percorsi laboratoriali con forte accento sull'esperienza pratica.
Le scuole all'aperto, numerosi studi dimostrano come, imparare giocando in un ambiente ricco di opportunità di apprendimento, lontano dalle lezioni frontali e sempre seduti a cui sono abituati i ragazzi crea benessere e sostiene lo sviluppo cognitivo, emotivo, fisico e relazionale.
Il progetto B612 infinito ideato dalla prof.ssa Daniela Lucangeli, un modello di lavoro che mette al centro il bambino, le sue emozioni, il suo potenziale di sviluppo e chi insegna è magister che aiuta, supporta…
La drammatizzazione teatrale è per Korczak uno strumento educativo elettivo per eccellenza perché offre la possibilità di poter esprimere e sublimare le proprie emozioni.
E proprio alla drammatizzazione ricorse per preparare i suoi ragazzi ad affrontare la terribile sorte che li attendeva facendo recitare loro il dramma teatrale del poeta indiano Rabindranath Tagore che narra la storia di un bambino orfano, gravemente malato che nel chiuso della sua camera sogna di correre libero sui verdi prati.
A chi gli chiese perché volle scegliere proprio quel dramma egli rispose che bisogna imparare ad accettare la morte.
Il mattino del quattro agosto 1942 duecento bambini vestiti con i loro abiti migliori, si incamminarono verso il treno che li avrebbe condotti alla morte. Il corteo, guidato da Korczak e dagli educatori dell'orfanotrofio, manifestava una grande compostezza mentre sfilava con la musica di un violino suonato da un bambino e lo sventolio della loro bandiera, la bandiera della speranza con al centro un quadrifoglio d'oro in campo verde, il colore dei prati.
Termina così la straordinaria opera terrena del grande Educatore ma il suo spirito si è diffuso in tutto il mondo e la sua pedagogia, il suo insegnamento, sono vivi oggi più che mai, in particolare a Vercelli dove l'Associazione, che porta il suo nome, opera a partire dal 1987, per diffondere il suo pensiero pedagogico e la sua opera.
Per promuovere il riconoscimento, in concreto, dei diritti delle bambine e dei bambini, l'Associazione collabora con Enti, Istituzioni, Associazioni e altri soggetti del territorio comunale, provinciale, regionale e nazionale, per attuare importanti iniziative sia di carattere istituzionale che culturale e sociale.
Tra le più significative oltre all'intitolazione a Korczak di una scuola statale dell'infanzia si ricordano:
- Istituzione di un parco/laboratorio ed un monumento dedicati a Janusz Korczak lungo le rive del fiume Sesia per offrire, soprattutto alle scuole opportunità formative/educative in spazi aperti a contatto con la natura.
- Istituzione di un parco verde cittadino dedicato a Iqbal Masih, il piccolo martire pakistano ucciso all'età di dodici anni e divenuto simbolo mondiale della lotta contro lo sfruttamento del lavoro infantile. Iqbal ripeteva spesso: "Nessun bambino dovrebbe impugnare mai strumenti di lavoro, ma solo penne e matite".
- Intitolazione di "Vercelli Città delle Bambine e dei Bambini" su delibera del Comune di Vercelli e a seguire intitolazione di "Vercelli Provincia delle Bambine e dei Bambini.
- Realizzazione di un arredo policromo disegnato e dipinto dai bambini delle Scuole dell'infanzia ed elementari sul tema: "Le bambine ed i bambini di Vercelli disegnano e colorano la loro città" dove sono riportati messaggi che riguardano la vita dell'infanzia nei centri urbani e sono un monito per gli amministratori pubblici, affinché attribuiscano una maggiore e migliore attenzione nei confronti dei bambini.
- Fondazione di un giornale scritto interamente dai bambini intitolato: "La voce dei bambini". La Redazione è composta da bambini dai sei ai quattordici anni. Natoinizialmente come un inserto mensile del giornale di Vercelli, "La Sesia", è diventato in seguito on-line ed è pubblicato sul sito dell'Associazione
- Istituzione di un Centro di Cultura e Documentazione intitolato a "Virgilio Grimaldi" fondatore e Presidente dell'Associazione scomparso nel 2008. Il centro ha lo scopo di essere un punto di riferimento storico-pedagogico-didattico a disposizione di: studenti, insegnanti e studiosi dell'età evolutiva. Oltre alla documentazione dell'attività dell'Associazione sono presenti tesi e pubblicazioni riguardanti Korczak, materiali didattici montessoriani, fröebeliani, ecc. ed una storica videoteca scolastica provinciale.
CONCLUSIONE
L'Associazione Janusz Korczak ritiene pertanto che a Vercelli:
- Lo spirito di Korczak sia presente, in modo particolare, il 20 novembre di ogni anno quando, numerosi bambini accompagnati dai loro insegnanti, celebrano la "Giornata Internazionale dei Diritti delle Bambine e dei Bambini" presso il Teatro Civico di Vercelli.


- Lo spirito di Korczak sia presente nelle realtà scolastiche di ogni Ordine e Grado, dove si fanno riflettere gli allievi sul significato dei Diritti dei bambini.

- Lo spirito di Korczak sia presente sulle rive del fiume Sesia che scorre a Vercelli, nel suo parco fluviale, quando si riempie di risa e di giochi dei bambini che accorrono ogni primo giorno di primavera per celebrare insieme la "Festa delle Bambine e dei Bambini".

- Lo spirito di Korczak sia presente, infine, nell'attività continua e costante dei Bambini Redattori del loro Giornale "La voce dei bambini".


Per la GIORNATA INTERNAZIONALE DEI DIRITTI PER L'INFANZIA E L'ADOLESCENZA, più di 300 bambini delle scuole di Vercelli, presenteranno il 19 novembre nel teatro Civico cittadino, lo spettacolo:
"ASCOLTAMI! Ogni Bambina ed ogni Bambino ha Diritto di esprimere i propri sogni e bisogni, e di avere ascolto, attenzione e rispetto".
Essere ascoltati significa avere la possibilità di esprimere le proprie idee, opinioni, sentimenti e bisogni senza essere giudicati, ignorati o discriminati. In un mondo in cui l'opinione dei bambini e delle bambine è spesso sottovalutata o ignorata, è importante promuovere l'educazione all'ascolto attivo ed al rispetto per i contributi che i bambini e le bambine ci consegnano in ogni sfera della vita a partire dalla famiglia, alla scuola, nei servizi pubblici e nelle istituzioni.
Tuttavia, spesso i bambini e le bambine non sono ascoltati come dovrebbero. Le loro voci vengono spesso soffocate dalle decisioni prese dagli adulti, che credono di sapere cosa è meglio per loro. Questo atteggiamento può avere conseguenze negative sulla loro autostima e sulla loro capacità di prendere decisioni autonome da adulti.

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Come conclusione di questa sintetica presentazione del grande Educatore si riporta il monito con cui egli concluse il testo de "Il diritto del bambino al rispetto" ancora di grande attualità e spunto di riflessione per tutti coloro che a qualsiasi titolo si occupano di educazione.
"Attenzione: la vita moderna deve la sua forma a una bestia feroce: l'homo rapax. E' lui che detta le leggi. Le concessioni che fa ai deboli non sono che un'illusione, gli omaggi resi ai vecchi, "l'emancipazione" della donna, la benevolenza verso i bambini di cui fa mostra, sono tutti simulacri. Il sentimento vaga senza tetto, come Cenerentola. I prìncipi del cuore sono proprio i bambini, questi poeti e pensatori.
Rispetto, se non umiltà, per la bianca, la candida, l'immacolata, la santa infanzia."
Grazie per l'attenzione!
Dott.ssa Adriana Barone
Vice presidente "Associazione di Volontariato Janusz
Korczak"
